Il 30 settembre salgo sul palco di Advanced SEO Tool con una promessa semplice: niente slide, apro il portatile e costruisco un plugin WordPress dal vivo, insieme all’AI.
Faccio SEO dal 2002 e negli anni ho preso un’abitudine: ogni volta che mi serve uno strumento, invece di comprarlo me lo scrivo. Quasi sempre finisce in un plugin WordPress. Ed è proprio da qui che nasce questo intervento.
C’è un vuoto, e vale la pena riempirlo
Guardandomi intorno ho notato una cosa: oggi il meglio della SEO tecnica vive nel terminale. Script, agenti, riga di comando. Roba bellissima, per carità. Però il 40% del web gira ancora su WordPress, e lì dentro quei tool spesso non ci sono.
Non serve un software da 49 dollari l’anno per risolvere un problema piccolo e ricorrente. A volte basta un editor, l’AI giusta e dieci minuti di lavoro.
Cosa costruisco, in diretta
Parto da un editor vuoto e, insieme all’AI, scrivo un plugin che rende una pagina leggibile e citabile dai motori di risposta: Google AI Overviews, ChatGPT, Perplexity. Poi lo validiamo insieme, sul posto. In sequenza:
- Un problema SEO concreto e ricorrente da risolvere
- Un prompt, e l’AI che scrive il plugin da zero
- Il plugin che legge i dati della pagina e stampa lo structured data
- La validazione dello schema in diretta, davanti a tutti
Se funziona, sarà una bella dimostrazione. Se qualcosa si rompe, vedrete come si risolve un problema quando il codice è vero e non è una demo preparata.
Quello che ti porti a casa
Non è il plugin in sé. È il metodo: capire quando un problema è così piccolo che, invece di pagare l’ennesimo abbonamento, te lo risolvi da solo il lunedì mattina. Un modo di lavorare replicabile, che non dipende dall’essere sviluppatori esperti.
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